La fedeltà al fumetto. Una piaga da debellare.

È più di un mese che non si fa altro che parlare di Joker, così ho pensato di utilizzare questa opportunità per non focalizzare il discorso sul film (di cui parlerò sul canale YouTube), ma per approfondire un concetto legato a doppio filo alla pellicola, un tema che ha fatto saltare i nervi a tanti appassionati del personaggio, i quali non vedevano l’ora di sedersi sulla poltrona del cinema per poi rimanere pesantemente delusi per colpa proprio di questo problema: la fedeltà al fumetto.

Lo si dice spesso: il male del mondo sono i fan, di qualunque cosa lo siano, poiché pretendono che le loro aspettative vengano soddisfatte e non hanno la minima intenzione di accettare qualcosa che vada oltre il loro punto di vista. Dunque ecco il problema: Joker è un brutto film perché non è fedele, ma chi mi conosce sa che della fedeltà a me importa veramente poco, poiché un artista deve essere libero di esprimersi come meglio preferisce, portando valore aggiunto all’opera a cui si ispira.

Cerco di spiegarmi meglio facendo mio un concetto che André Bazin espone nella seconda parte del suo saggio Che cosa è il cinema?, un libro meritevole poiché, anche se scritto in riferimento agli albori della settima arte, propone concetti ancora attuali. Ma, come ripeto, mi spiegherò utilizzando parole mie.

Il problema che ruota attorno al concetto di fedeltà è legato ad un concetto non ben comprensibile, ovvero quello di deturpare l’originale. Qual è il vero significato, al giorno d’oggi, di questa espressione? Se qualcuno andasse al Louvre a disegnare due bei baffoni sulla Gioconda di Leonardo Da Vinci, l’intera comunità si scandalizzerebbe (o meglio, dovrebbe farlo), poiché è stata deturpata la vera Gioconda, l’unica opera originale che abbiamo ereditato dal genio dell’artista. Ma quando uno come Marcel Duchamp realizza L.H.O.O.Q. (la vera, unica e originale Gioconda coi baffi), chi può dire che qualcuno ha deturpato un’opera originale? Abbiamo, anzi, due gioconde, la prima rappresentativa di un genio e di un’epoca storica, di scelte e sperimentazioni artistiche ben diverse dalla seconda. E l’una non esclude l’altra, anzi, si implementano al fine di offrire alla nostra società una riflessione sull’arte ben più grande delle opere stesse.

Pensiamo ora al cinema e ai libri, scomodando Arthur Conan Doyle e Sherlock Holmes, rivisitato nel 2009 da Guy Ritchie in chiave steampunk. Molti appassionati Sherlockiani ne rimasero delusi, poiché il loro beniamino veniva rappresentato più come un dandy annoiato che come un grande genio. Eppure non tutti si sconvolsero allo stesso modo quando, nel 2010, la famosa serie Sherlock della BBC venne trasmessa per la prima volta. Nessuno dei due prodotti ha minimamente a che fare con lo Sherlock originale, ma tutti e due sono legati al personaggio di Conan Doyle. Oggi, per nostra fortuna, abbiamo tantissimi diversi Sherlock che, messi insieme, permettono alla creazione artistica dello scrittore non solo di sopravvivere al tempo, ma anche di rinnovarsi continuamente, riempiendosi di rivisitazioni e riletture diverse, alcune commerciali, altre meno, ma sempre nuove (come nel caso di Mr. Holmes di Bill Condon).

Se poi ci intrufoliamo nel mondo dei fumetti, ecco che tutto si complica ancora di più, poiché nei comic book vale tutto e il contrario di tutto: spesso, infatti, le carte vengono mescolate per poter permettere ai lettori di continuare ad acquistare le storie, giocando su colpi di scena, reboot, riscritture ex-novo dei personaggi (vedasi l’iconico progetto Ultimate della Marvel, dove tutto ripartiva da zero), tutto questo per continuare a vendere e a riproporre costantemente gli stessi beniamini ogni decade. Questo è un male? Certamente no, ma la fedeltà ai fumetti è spesso un filo sottile che nemmeno le stesse case editoriali sono interessate a mantenere. La novità è curiosità, interesse, dibattito e, per fortuna, fatturato. E allora, se ci infiliamo nel mondo dei fumetti, se riproponiamo un nuovo film su un personaggio preso in mano da più disegnatori e scrittori, a quale dobbiamo essere fedele, se ogni versione è diversa dalle altre?

E se nessuna delle nuove versioni ci piace? Se ogni rivisitazione dell’originale non rappresenta in nessun modo ciò che ci ha fatto appassionare a quell’opera o a quel personaggio? Ecco il bello: l’opera originale resta lì! Nessuno la toccherà mai! Se una nuova versione ci delude, possiamo sempre riprendere in mano la precedente e coccolarcela come meglio ci aggrada!

Joker, nel corso della sua esistenza, ha avuto diverse facce e diversi nomi, come Sherlock Holmes è stato preso e rivoltato più e più volte, per poi ritrovarsi sempre rinnovato nella sua essenza, ma mai sostituito o peggiorato. Le versioni di Joker che non funzionano sono quelle che non arricchiscono il personaggio, che non lo rivisitano, ma lo ripropongono in maniera statica o addirittura lo trasformano in una macchietta. Ecco perché il film di Todd Phillips è uno dei migliori di quest’anno: esso scava nella mente del suo protagonista, ispirandosi all’idea racchiusa nell’essenza dell’arcinemico di Batman, raccontadoci il disagio umano, l’isolamento sociale, l’individualismo, la schizofrenia, gli errori dei genitori, la rivolta delle masse, analizzando il presente attraverso una figura iconica che è di tutti e per tutti. Personaggi come Sherlock Holmes e Joker non sono solo fantasie di artisti, ma sono anche fenomeni di massa, appartengono all’umanità ed ogni altro artista ha il sacrosanto diritto di vederci quello che vuole, e di proporre la sua visione del personaggio (o del mondo attraverso esso) a tutti gli altri.

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3 commenti

  1. Mi piace il tuo canale Cine ma questa volta sono in disaccordo con te:posso capire che ti dia fastidio che Joker sia stato definito un pessimo film poiche’ non fedele al fumetto,ma se lo si definisce un pessimo adattamento e’ un’altra cosa(del tipo:Thor:Ragnarock per me e’ un buon film MA un pessimo adattamento,nel senso che come film a se stante funziona ma come adattamento fallisce nel catturare l’essenza del materiale originale)
    Che poi,questa cosa delle caratterizzazioni:si tratta semmai o di autori che si focalizzano su questo o quel lato del personaggio oppure che non lo capiscono;non puoi usare la scusa delle caratterizzazioni diverse perche’ se mi modifichi il personaggio fino a toglierli cio’ che lo rende unico allora cosa lo rende un personaggio?Non e’ piu’ un personaggio,e’ un vaso vuoto che puo’ essere riempito con cio’ che si vuole(e il fatto che alcuni cinefumetti non fedeli funzionino non vuol dire necessariamente che il materiale d’origine faccia schifo,probabilmente il regista non lo capiva o non gli andava a genio il personaggio),a sto punto tanto vale fare un adattamento fumettistico de Il Padrino ma che in realta’ parla di cacciatori di fantasmi,tanto e’ pur sempre una differente caratterizzazione,chissene se poi tale adattamento sminchia agli occhi della gente il vero concetto de Il Padrino(tra l’altro l’Universo Ultim8 non era un reboot,era anche quello un adattamento ambientato in universo alternativo)
    E sul fatto che tanto l’opera originale rimane intatta:non proprio;i film sono probabilmente il medium piu’ popolare di tutti(visto che dirano solo qualche ora e non divetse stagioni come le serie tv o devono essere letti come fumetti e libri visto che diversa gente trova noioso leggere) e di conseguenza influenzano la roba piu’ di nicchia come per l’appunto i fumetti(vedi miniserie come Spidey del 2015/6 che in pratica faceva soltanto da publicita’ per lo Spidey dell’MCU),per non parlare poi che non rispettare l’opera originale e’ anche una mancanza di rispetto agli autori di fumetti che ci mettono anima e cuore nei propri lavori(di cui tra l’altro e’ anche il merito se i registi di cinefumetti riescono a portare la grana a casa)
    In sintesi:
    Ha senso arrabbiarsi se Joker viene definito un brutto film per via dei fumetti?Si’,ma se viene definito un brutto film di Joker o un pessimo adattamento(tanto e’ la stessa cosa) allora si’,perche’ sono 2 cose diverse
    Ha senso questa cosa delle diverse caratterizzazioni?No,perche’ se un personaggio puo’ essere modificato a piacere allora non e’ un personaggio,e’ un vaso che puo’ essere riempito con cio’ che si vuole,tanto vale creare un nuovo personaggio gia’ che ci sei (nonche’ una mancanza di rispetto agli autori del prod8 originale)

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    • Il problema è che non è un adattamento, ma è “liberamente ispirato a”. E non è un brutto film su Joker, in più non lo snatura in nessun modo.

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      • Per quanto riguarda non tanto Joker ma gli adattamenti in generale,usare la scusa del “liberamente ispirato” per giustificare la validità di un adattamento non funziona perché e’ liberamente ispirato nel senso che si prende delle libertà ma fino ad un certo punto,poiché e’ pur sempre ISPIRATO al materiale d’origine e di conseguenza ne deve rispettare l’essenza altrimenti,come gia’ detto,perche’ non creare qualcosa di nuovo già che ci sei?A ‘sto punto,chiama smplicemente il tuo film in modo diverso,tutto qui

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